UN GIORNALISTA SCIENTIFICO

Renato Sartini giornalista scientifico divulgatore autore
È iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal 2003. È Socio SWIM – Science Writers in Italy e UGIS – Unione Giornalisti Italiani Scientifici. SWIM – Science Writers in Italy UGIS – Unione Giornalisti Italiani Scientifici

Renato Sartini è un giornalista scientifico e divulgatore. Esperto in comunicazione della conoscenza scientifica e tecnologica è particolarmente “affezionato” e specializzato in Beni Culturali, il grande tesoro italiano. In questo specifico ambito è conosciuto per aver seguito fin dal 2006 la vicenda del ritrovamento di “Giuliana”, il fossile di balenottera risalente al Pleistocene Inferiore più grande rinvenuta al mondo, a Matera, in Basilicata (La balena fossile di Matera rischia di finire sull’ultima spiaggia, R. Sartini inviato per Il Venerdì di Repubblica, 26/01/2007).  Ne ha parlato in trasmissioni radiofoniche (Moebius su Radio 24 de Il Sole 24 Ore e  Radio 3 Scienza su Rai Radio 3 – minuto 18′ 15”) e televisive (Buongiorno Regione Tg Rai 3 – minuto 21’15”).

Operazioni di recupero della balenottera fossile di Matera (2006). A destra: la colonna vertebrale così come appariva il giorno della scoperta, avvenuta l’8 agosto presso la Diga di San Giuliano. In basso: presentazione del doc “Giallo Ocra – Il mistero del fossile di Matera” nel corso del festival delle scienze della città di Napoli “Futuro Remoto 2016”.

Per il fossile ha condotto una “battaglia” culturale e professionale affinché le casse in cui fu conservata venissero aperte e i resti studiati, restaurati e musealizzati. Sintesi del lavoro di tutti questi anni è l’uscita del lavoro da autore e regista del documentario “Giallo Ocra – Il mistero del fossile di Matera“. Presentato a Futuro Remoto 2016, il festival delle scienze di Napoli, presso la prestigiosa sala del Circolo Ufficiali della Marina Militare in Via Cesario Console, alla proiezione hanno presenziato il Dr. Gerardo Travaglio (Capo di Gabinetto della Regione Basilicata), l’Arch. Francesco Canestrini (Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata), il Prof. Lorenzo Rook (Presidente Società Paleontologica Italiana), Dr.ssa Sonia Manzo (Primo ricercatore – ENEA Laboratorio di chimica ambientale di Portici), Dr. Giovanni Bianucci (Paleontologo – Università di Pisa), Sig. Vincenzo Ventricelli (Scopritore della balenottera di Matera). L’evento di presentazione è stato patrocinato dal MIBACT-Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

“Giallo Ocra” è stato oggetto di interrogazione parlamentare in Senato (Senatore Barozzino, seduta n. 693 del 5/10/2016), dove a breve sarà anche proiettato.

Renato Sartini e il team di Emmebi Diagnostica Artistica con il “San Matteo e l’Angelo” di Caravaggio (Cappella Contarelli, Chiesa San Luigi dei Francesi, Roma – maggio 2009). A destra: sui ponteggi; analisi laser Fluorescenza ai Raggi X (Foto: Renato Sartini – Copyright)

È stato l’unico giornalista ad aver seguito i lavori di analisi chimica realizzati nel maggio del 2009 sui dipinti del Caravaggio in Cappella Contarelli, nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma (Caravaggio in digitale, R. Sartini, Nòva de Il Sole 24 Ore, 28/05/2009).

    

Particolare dell’applicazione di batteri “restauratori” sull’opera “La Tempesta” in San Pietro (Vaticano).

Sartini è stato anche l’unico giornalista ad essere entrato nel Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione e il Restauro dei Musei Vaticani per realizzare un servizio sul primo utilizzo nella Città del Vaticano di batteri per il restauro di opere lignee e tele (Batteri in Vaticano, Renato Sartini, Popular Science Italia, 3/10/2014).

Ricercatori all’opera sui ponteggi.

 

 

 

 

Nell’ambito Beni Culturali, tra le altre cose, si è occupato anche dell’utilizzo della luce di sincrotrone prodotta da Electra di Trieste  per la marchiatura atomica di Beni Culturali (Nano-etichette contro i falsi, Renato Sartini, Nòva de Il Sole 24 Ore, 28/05/2009), dell’utilizzo dei satelliti per la ricerca archeologica (Passa per lo spazio la nuova Via della Seta, R. Sartini, Il Nodo di Gordio, n. 4 2014, pg. 27; I satelliti riscoprono l’antica Via della Seta, R. Sartini, WIRED, 10/12/2013; Lo scavo parte dal cielo, R. Sartini, Nòva de Il Sole 24 Ore, 18/12/2008; ) e di matematica e monumenti (È matematico: pulire i monumenti può essere un rischio, R. Sartini, Il Venerdì di Repubblica, 10/02/2009. Per l’occasione ha intervistato Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio e Achille Bonito Oliva).

 

GLI INIZI

Renato si occupa di scienza fin da quando, ancora bambino, giocava a fare l’Indiana Jones sui terreni plio-pleistocenici di Sant’Arcangelo, il paesello della Lucania in cui è cresciuto, citato anche nel Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi. Era sempre alla ricerca di resti di organismi marini. Con la speranza di trovare qualche gigantesco fossile tra quei paesaggi argillosi lunari che tanto rapiscono chi li attraversa: fondali dell’antico mare che un tempo lontano ricopriva quella parte di Basilicata.

Durante l’adolescenza, poi, comincia a nutrire “qualche dubbio”… sull’efficacia dei riti magici dell’amata Lucania. Come quello della cosiddetta affascinazione (in dialetto affascino o fasciatura) praticato da donne e uomini del paese per “curare” quei mal di testa causati dai commenti o pensieri positivi o negativi, d’apprezzamento o d’invidia. Effetto placebo. Suggestione. Poca scienza. Ma tanta tradizione narrata dall’etnologo e antropologo Ernesto De Martino. Racconti e pratiche “miracolose”. A cui è bello e umano a volte credere efficaci. Per sentirsi pianta di un terreno in cui sono “affossate” le proprie radici. Innaffiati dalla cultura del luogo.

Alla ricerca da “affascinato” e appassionato sul campo argilloso, seguita dall’approfondimento sulle riviste di divulgazione quali Le Scienze e i libri s’è sovrapposta nel tempo la scrittura. L’esigenza di raccontare i saperi e i loro protagonisti. Di andare a caccia di conoscenza, per ridistribuirla. Perché conoscere vuol dire capire il mondo. Affrontarlo con più consapevolezza. Senza pratiche magiche. Per essere liberi di comprendere e decidere. Un’esigenza, quella della scrittura, che è diventata narrazione della ricerca scientifica e della tecnologia attraverso la firma di articoli inusuali “dipinti”, tra gli altri, per La Repubblica (su cui “esordisce” nel 2002 con un pezzo sul…  Jazz, scienza dell’improvvisazione. La sua passione), Il Venerdì di Repubblica (su cui, tra i primi in Italia, scrive della missione ExoMars), Popular Science, Nòva (inserto de Il Sole 24 Ore), Wired, Finmeccanica Magazine; e contenuti “materici” creati per organizzazioni importanti attraverso le attività di comunicazione istituzionale e creazione di eventi di divulgazione quali il supporto della direzione operativa del MARS Center di Napoli, primo centro non U.S.A. a effettuare telescienza sullo Space Shuttle, e la presidenza del Polo High Tech di Napoli Est, associazione di aziende del comparto aerospaziale della città partenopea.

Convinto che la scienza possa essere insegnata soprattutto attraverso l’esperienza diretta, quindi la partecipazione e coinvolgimento della popolazione, è uno dei promotori della cosiddetta Citizen Science, la scienza fatta da e con i cittadini. Anche per questo ha fondato Divulgo, associazione culturale per la diffusione delle scienze, natura e tecnologie. Di cui è Presidente. E che il 28 settembre 2016 ha raggiunto il suo massimo ricevendo il Patrocinio del MIBAcT-Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’evento di presentazione del documentario “Giallo ocra – Il mistero del fossile di Matera”.

Giallo ocra” è un documentario che segna un altro passaggio. Un’altra esigenza. Quella di raccontare la conoscenza attraverso le immagini in movimento; le storie visualizzate. Mettere la narrazione al servizio di un film documentario. E “Giallo Ocra” è la prima orma. L’Opera prima. Grezza. Verde. Da autore. E un po’ da regista. Che per il valore scientifico e la narrazione ha ricevuto il patrocinio dalle più importanti Istituzioni scientifiche pubbliche e private italiane. Un caso unico in Italia: Cnr -Consiglio Nazionale delle RicercheEnea – Agenzia Nazionale per le nuove Tecnologie, l’Energia e lo sviluppo Economico sostenibile,  Ingv – Istituto Nazionale di Geofisica e VulcanologiaIspra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca AmbientaleSocietà Geografica Italiana, Società Geologica Italiana, Società Paleontologica Italiana; ma anche Università degli Studi della Basilicata, Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa; e Regione Basilicata e Comune di Matera.

Attivo nella divulgazione di frontiera, Renato è autore e conduttore sui Social Network del #QuizScienza, un progetto di comunicazione della scienza pubblicato su Twitter e Facebook in collaborazione con Scienziati, Enti e Istituzioni di ricerca pubbliche e private. Cui hanno partecipato a oggi, tra gli altri, Cnr con gli Istituti IREA-Cnr e IBIMET-Cnr, InafCmcc, Cimec, NICO dell’Università di Torino, e le Università di Modena-Reggio Emilia, Salento, La Sapienza, Trento. Cura l’hashtag #AccaddeScienza.

Ha fatto parte della giuria del premio “La scienza secondo me“.

Ha firmato il capitolo “Il Global Warming” sulla comunicazione dei cambiamenti climatici del libro “Parola di scienziato – La conoscenza ridotta a opinione” a cura di Marco Ferrazzoli, Capo Ufficio Stampa del Cnr, e Francesca Dragotto, ricercatrice e professoressa aggregata nel settore Glottologia e Linguistica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (Universitalia, 2014). Di cui s’è occupato anche la trasmissione radiofonica di divulgazione scientifica Moebius di Radio 24. Ospiti Renato e Marco Ferrazzoli.

È iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal 2003 ed è Socio

Si è laureato in Ingegneria Gestionale presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli.