Quiz Scienza Social n. 19 Banche del seme conservano piante non più commercializzate. Tutte le piante coltivate sono fertili e producono semi?

RISPOSTA DEI FOLLOWERS: “Si” (12%); “No” (69%); “Non lo so” (19%). SOLUZIONE Risponde Mauro Mandrioli, Professore Associato in Genetica del Centro Interdipartimentale per la Storia delle Idee e del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Modena e Reggio Emilia: «“Per fare l’albero ci vuole il seme, per fare il seme ci vuole il frutto” recitava così una canzone di Sergio Endrigo degli anni ’70, ma non sempre la storia procede realmente in questa direzione. Vi è mai capitato in Italia di trovare semi all’interno di una banana? No? Non vi preoccupate non li avete ingeriti… semplicemente non ci sono perché la banana comunemente importata in Europa (e non solo) deriva da un banano sterile che produce frutti senza semi.

Questo è la conseguenza del fatto che questo banano è una pianta con tre assetti cromosomici, invece dei due normalmente presenti nelle banane selvatiche. Qualche attento agricoltore l’ha selezionato e poi riprodotto per via vegetativa. Questo significa che quando mangiate una banana (se siete europei o americani sarà sicuramente della varietà Cavendish) non state semplicemente mangiando un frutto, ma state letteralmente mangiando un clone dato che tutti i banani che hanno prodotto le banane da voi acquistate sono geneticamente identici.

Questo non è però il risultato della sperimentazione di un perverso scienziato, ma il risultato di una mutazione naturale, che l’uomo ha immediatamente apprezzato e iniziato a coltivare su ampie aree del pianeta da diversi decenni. È però importante tenere conto anche del fatto che la presenza di semi in un frutto, non significa che quelle piante siano riprodotte tramite seme. Un esempio sono le mele… quante volte avrete provato con i vostri figli a piantarne i semi per avere degli alberelli? In realtà se anche il vostro esperimento avesse avuto successo, le possibilità di riottenere un albero con frutti uguali a quello da cui avete ricavato il seme sono intorno a una su alcune migliaia… perché anche i meli sono riprodotti per via vegetativa e non tramite seme.

Questi due esempi sono importanti perché ci permettono di capire che la stabilità delle caratteristiche dei frutti derivano dalla omogeneità genetica delle piante da cui sono prodotti. La variabilità genetica è indubbiamente essenziale nel corso dell’evoluzione, ma a livello produttivo spesso si sacrificano variabilità e semi per avere frutti con caratteristiche stabili da immettere nel mercato alimentare.»

 

Il Professor Mauro Mandrioli ha partecipato al Quiz Scienza Social n. 19 “Le banche del seme conservano piante non più commercializzate. Tutte le piante coltivate sono fertili e producono semi?”.

Le percentuali di risposta dei followers raccolgono le votazioni complessive raccolte sul profilo twitter e facebook di Renato Sartini e sul sito www.renatosartini.it.

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