Il sistema idrotermale che potrebbe ospitare la vita su Encelado, luna di Saturno (Foto: NASA)

È LA NASA HA RIVELARLO: una delle lune di Saturno ha tutte le carte in regola per ospitare forme di vita. Il satellite in questione è Encelado, e la scoperta è stata fatta grazie alla missione Cassini che è riuscita a immortalare zampilli di idrogeno che fuoriuscivano dalla superficie ghiacciata. Perché lì sotto c’è un sistema idrotermale. Un oceano caldo che rappresenta una fonte chimica di energia per il cibo. E sulla Terra è un ambiente in cui, tipicamente, si sviluppa vita.

  

«A oggi è il luogo che abbiamo individuato che per le sue caratteristiche si avvicina di più a un ambiente abitabile» ha spiegato Thomas Zurbuchen della NASA. «Siamo vicini allo scoprire se davvero siamo soli o meno nell’Universo.» E da quelli che sono i risultati pubblicati sulla rivista Nature, le possibilità che nel nostro sistema solare ci siano altre forme di vita sono davvero molte. Perché la presenza di un oceano d’idrogeno, rappresenta un forte indizio di presenza di vita microbica.

Se così fosse gli stessi microbi potrebbero essere utilizzati per ottenere energia combinando l’idrogeno con anidride carbonica disciolta nell’acqua. Questa reazione chimica, nota come metanogenesi in quanto produce metano come sottoprodotto, è stata alla base della nascita della vita sul nostro pianeta. Per la quale gli ingredienti necessari sono stati l’acqua allo stato liquido, una fonte di energia per il metabolismo ed elementi chimici quali il carbonio, l’idrogeno, l’azoto, l’ossigeno, il fosforo e lo zolfo. E su Enceladus pare proprio che ci possano esserci tutti gli elementi per la nascita della vita.

Il sistema idrotermale che potrebbe ospitare la vita su Encelado, luna di Saturno (Foto: NASA)

I pennacchi, infatti, la sonda Cassini non li ha soltanto immortalati ma c’è passata addirittura attraverso il 28 ottobre 2015. Facendo anche misure sulla composizione. Circa 98 per cento circa del gas presente nel pennacchio è acqua. Circa l’1 per cento idrogeno. Il restante è una miscela di altre molecole tra cui l’anidride carbonica, il metano e l’ammoniaca. Che lasciano ben sperare.

Come lasciano ben sperare le novità lato “vita oltre la Terra” che arrivano da Giove. Anche su Europa, il suo satellite naturale, sono stati avvistati segnali di “fumo”. Sono pennacchi osservati però dal telescopio spaziale Hubble. Potrebbero essere anche gli “spruzzi” d’acqua di attività che avvengono, anche lì, sotto la crosta ghiacciata del pianeta.

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