La Xylella fastidiosa è il batterio killer che sta uccidendo gli ulivi secolari pugliesi
LA XYLELLA FASTIDIOSA, il batterio responsabile dell’infezione che secca le piante di ulivo in Puglia preoccupa anche l’Europa. L’epidemia di #Xylella, che dal 2013 ha colpito in maniera particolare la Puglia nella zona del #Salento, inizia a manifestarsi anche in Francia (in Corsica, e nell’area continentale vicino Nizza) e Spagna (Isole Baleari). È una novità assoluta per l’Italia e per l’Europa, e per questo, in cerca delle soluzioni più efficaci per conoscerla, capire come si espande e sconfiggerla, sono al lavoro squadre di ricerca internazionali, strategie multidisciplinari, diversi metodi e approcci.
La Fondazione CMCC del #CMCC-Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici  si sta impegnando in attività che coniugano il contributo di esperti agronomi ed ecologi, con complessi modelli di simulazione del clima e dei comportamenti delle piante e con il contributo del supercomputer che, con sede a Lecce, elabora dati per fornire informazioni utili a ricostruire la vulnerabilità delle piante all’infezione.
Tra le priorità c’è, ad esempio, lo sviluppo di tecniche per la diagnosi precoce dei sintomi di Xylella fastidiosa a diversi livelli, dalla singola foglia fino alla scala territoriale. È quello che si sta facendo nell’ambito del progetto finanziato dall’Unione Europea, XF-ACTORS (questo il nome del progetto di ricerca), che vede la collaborazione multidisciplinare di diversi centri di ricerca internazionali (fra cui la Fondazione CMCC) coordinati dal CNR di Bari, Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante – IPSP. In particolare, la Fondazione CMCC formulerà modelli di impatto del clima sulla vulnerabilità dell’olivo.
«Utilizzeremo pacchetti di sensori messi sul tronco degli ulivi», spiega Monia Santini del CMCC. «Così  acquisiremo dati in continuum su alcuni parametri eco-fisiologici della pianta, come temperatura e oscillazioni del diametro del tronco, viscosità e velocità della linfa, livelli di penetrazione della luce attraverso la chioma». In questo modo si potrà monitorare lo stato di salute delle singole piante e capire molto velocemente quali, pur essendo sane, sono altamente vulnerabili a causa delle condizioni ambientali circostanti, quali manifestano i primi sintomi di infezione da Xylella fastidiosa, e quali sono soggette ad una più o meno veloce diffusione della malattia e del disseccamento. Inoltre, simulazioni climatiche regionali sull’Europa saranno utilizzate per una mappatura su come e dove potrebbe avanzare e diffondersi il batterio nei prossimi decenni grazie ad un clima ad esso favorevole, con l’identificazione di potenziali corridoi preferenziali e aree di diffusione.
(Fonte: CMCC)

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