RISPOSTA DEI FOLLOWERS: Migrano naturalmente (21%); Vengono dallo spazio (8%); A causa dell’Uomo (71%).

SOLUZIONE – Risponde il Prof. Enrico Alleva, Etologo, Linceo, Presidente FISNA-Federazione Italiana di Scienze della Natura e dell’Ambiente. <<Per specie aliena s’intende e definisce un specie non autoctona, cioè che non fa “storicamente” parte di un dato ecosistema di una certa zona geografica, ma vi è stata trasferita, spesso involontariamente, dall’azione umana. Un esempio su tutti è l’effetto che ha avuto sulla flora e fauna marina del Mar Mediterraneo la costruzione del Canale di Suez, la colossale arteria d’acqua artificiale che consente la navigazione diretta tra il Mare nostrum e l’Oceano Indiano. È di qualche giorno appena la notizia della cattura nello Stretto di Sicilia di alcuni esemplari di Pesce Scorpione, Pterois Miles, la cui puntura può essere causa, secondo gli esperti dell’ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, di grave avvelenamento o addirittura di morte qualora ci fosse terreno fertile tipo giovane età (bambini), condizioni di salute precarie o particolare sensibilità alle specifiche tossine. A oggi sono circa 20 le specie ittiche invasive tra cui il pesce flauto (Fistularia commersoni) e il pesce coniglio (Siganus luridus). Ma i danni gravi sono causati anche da specie quali alghe come la Caulerpa cylindracea e la Caulerpa racemosa che, ricoprendo i nostri fondali, di fatto mettono in pericolo l’autoctona, cioè originaria del posto, Posidonia, fondamentale per la salute dei nostri ecosistemi marini.

Il concetto di specie aliena emerge quando i naturalisti di tutto il mondo ricco e dunque scientificamente “avanzato” si rendono conto che l’unica ma fortissima specie, che si è secondo Carl Nilsson Linnaeus (naturalista svedese più semplicemente conosciuto come Linneo) autodefinita Homo sapiens sapiens, stava sconvolgendo la storia naturale della biosfera terrestre, cioè dall’insieme degli ambienti fisici del pianeta costituito dall’insieme delle terre emerse, le acque e l’aria che possono ospitare forme di vita. Questa unica e potentissima specie di primati, infatti, compiva due principali misfatti a danno del pianeta Terra: far scomparire, secondo il noto paleontologo ed evoluzionista Niles Eldredge, una specie animale o vegetale ogni 20 minuti; facendo vorticosamente spostare sul pianeta moneta cartacea, elettronica, persone e merci stava di fatto alienando, cioè trasferendo, e quindi favorendo la “migrazione” disordinata della comunità planetaria di piante e animali.

Il fenomeno dell’invasione delle specie aliene rappresenta un grave problema per l’ambiente e l’equilibrio degli ecosistemi originari, quindi di flora e fauna autoctona, in quanto spesso le specie “del posto” soccombono, correndo anche il rischio d’estinguersi. Sarebbe, quindi, fondamentale contrastare il fenomeno anche con norme Europee che consentano di distruggere, sterilizzare, e comunque “eradicare” o bonariamente catturare e trasferite nei loro ambienti originari, le specie alloctone, cioè non originarie di un territorio. Un’opera, questa, apparentemente insensata e chiaramente immane. Forse impossibile?>>

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Il Prof. Alleva ha partecipato al [ n. 11] Il , mortale per l’Uomo, è arrivato nel DOMANDA Perché ci sono invasive?

Risposta dei followers:

  • Migrano naturalmente: 21%
  • Vengono dallo spazio: 8%
  • A causa dell’Uomo: 71%

RISPOSTA [ n. 11] Prof. Enrico ALLEVA, Etologo, Linceo, Presidente FISNA <<Per specie aliene s’intende >>.

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