Erezioni notturne

RIPOSTA DEI FOLLOWERS: Si (7%); No (91%); Solo se si è già eccitati (2%).

SOLUZIONE – Risponde Luigi De Gennaro, Professore di Psicologia e Direttore del Laboratorio del Sonno, Università di Roma Sapienza: <<Per quanto suggestiva, l’interpretazione che esista un legame tra questo fenomeno puramente fisiologico e un’eventuale componente erotica dei sogni è completamente falsa. Il sonno non è uno stato uniforme. Nei laboratori del sonno e nei centri per i disturbi del sonno vengono usualmente registrate una serie di variabili durante una tipica notte di sonno. Queste includono la registrazione continua dell’EEG, dei movimenti oculari (EOG), del tono muscolare (EMG). Questo all’interno di un processo denominato “polisonnografia”.

Nel 1953 grazie della scoperta del sonno REM di Eugene Aserinsky e Nathaniel Kleitman (1953) il sonno veniva considerato come una condizione relativamente omogenea, con un equivalente elettrofisiologico rappresentato da EEG sincronizzato, fusi del sonno e onde lente. Successivamente, tuttavia, si impose la necessità di differenziare, nell’ambito di un intero periodo di sonno, diverse fasi con aspetti diversi non solo da un punto di vista elettrofisiologico, ma anche vegetativo, motorio e sensoriale.

La successione delle fasi del sonno è caratterizzata da un progressivo rallentamento del tracciato elettroencefalografico (EEG), accompagnato da modificazioni posturali, somatiche e vegetative. Il sonno si caratterizza per la presenza di più stadi.

Lo stadio 1 (S1) è caratterizzato da una netta diminuzione dell’attività alpha, tipica della veglia fisiologica (W), e dalla comparsa di attività theta, a 4-7 cicli al secondo (Hz). Tale attività theta deve superare il 50% di un’epoca di registrazione (solitamente della durata di 20-30 secondi), affinché l’epoca stessa possa essere riconosciuta come S1. Il primo stadio del sonno (un periodo di transizione tra la veglia ed il sonno vero e proprio, corrispondente, in pratica, all’addormentamento) è caratterizzato inoltre da un elettromiogramma (EMG) ancora piuttosto elevato, anche se inferiore a quello della veglia, dall’assenza di movimenti oculari rapidi e dalla presenza di movimenti oculari lenti, specie nella prima fase di transizione dalla veglia allo stadio 1. Possono comparire alcune mioclonie (mioclonie ipniche fisiologiche), uno stato di tipo onirico e, verso la fine della fase 1, il tracciato può presentare delle onde al vertice (vertex sharp waves).

Lo stadio 2 del sonno (S2) si caratterizza per la presenza di fusi del sonno (spindles) e complessi K. Il tracciato EEG è di ampiezza relativamente bassa, con prevalenza di ritmi theta; l’EMG si riduce ulteriormente, e sono assenti i movimenti oculari.

Lo stadio 3 (S3) – solitamente accorpato allo stadio 4 (S4) sotto la denominazione di sonno sincrono, o sonno ad onde lente (SWS) – è caratterizzato da un ulteriore netto rallentamento del tracciato EEG, che presenta ritmi dominanti delta (0.5-3.5 Hz) di ampiezza elevata. La siglatura di un’epoca del tracciato EEG come S3 richiede la presenza di attività delta per una percentuale dell’epoca stessa che va dal 20 al 50%. L’EMG appare molto ridotto, e mancano i movimenti oculari.

Quando la percentuale di ritmi delta supera il 50%, l’epoca viene siglata come S4. Il tracciato presenta una intensa sincronizzazione, un ulteriore rallentamento ed un aumento del voltaggio. L’attività EMG è ancora più ridotta, e non compaiono movimenti oculari. Nello stadio 4 sono generalmente assenti gli spindles, che, sia pur raramente, possono comparire nello stadio 3. Le funzioni vegetative (respiro, battito cardiaco) appaiono molto regolari durante le fasi di sonno sincrono.

Lo stadio REM (Rapid Eye Movements), invece, compare in genere dopo circa 90 minuti di sonno non-REM (N-REM), e si caratterizza per un completo appiattimento dell’EMG, intensa desincronizzazione EEG, e comparsa di movimenti oculari rapidi a gruppi e isolati. Compaiono anche aritmie cardiache e modificazioni respiratorie.

Gli episodi REM (4 o 5 durante un sonno notturno di 7-8 ore) tendono a divenire più lunghi, man mano che ci si avvicina alle prime ore del mattino, laddove il sonno a onde lente (SWS) è tipico delle prime ore della notte – quelle, cioè, immediatamente successive all’addormentamento -.

Tra le numerose manifestazioni toniche (cioè presenti costantemente per tutta la durata di ogni singolo episodio di sonno REM), vi sono le erezioni peniene. Similmente, si osservano – sostanzialmente con le stesse caratteristiche – periodi di tumescenza del clitoride.

Nella figura che segue si può osservare la stretta coincidenza temporale tra i periodi di erezione peniena e le fasi REM del sonno.

Dal punto di vista delle tecnologie con le quali è possibile studiare il sonno e il comportamento del nostro corpo durante lo stesso la miniaturizzazione dei circuito ha reso ormai molto economica e utilizzabile anche a casa la possibilità di registrare questo fenomeno fisiologico tipico del sonno REM attraverso l’applicazione al pene di strumenti in grado di misurare le variazioni di circonferenza peniena nel corso dell’intera notte di sonno.

Il fenomeno periferico notturno durante il sonno REM ha assunto ben presto un’utilità clinica diagnostica. Infatti, nei casi di disturbo erettile, è cruciale l’informazione sull’eventuale persistenza del fenomeno erettile notturno. Tipicamente, i disturbi dell’erezione su base psicogena si caratterizzano per la persistenza del fenomeno notturno. Differentemente, i disturbi dell’erezione su base organica sono caratterizzati dall’assenza sia diurna che notturna.

Per quanto suggestiva, l’interpretazione che esista un legame tra questo fenomeno puramente fisiologico e un’eventuale componente erotica dei sogni è completamente falsa. Sono contrari a questa interpretazione i seguenti fattori:

(1) non si riscontrano sogni erotici per ciascuna fase REM della notte (mediamente 4-5 episodi);

(2) non capita tutte le notti di ricordare sogni erotici;

(3) si rilevano sogni erotici anche al risveglio delle altre fasi del sonno in cui – al contrario – non si riscontra erezione peniena.>>

 

Il Prof. De Gennaro ha partecipato al [ n. 9] “A volte ci si sveglia nel sonno o al mattino con il pene eretto. DOMANDA Dipende dai sogni erotici?”.

La risposta dei followers:

  • Si: 7%
  • No: 91%
  • Solo se si è già eccitati: 2%

RISPOSTA  n. 9 Prof. della <<Il sonno non è uno stato uniforme. >>

 

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